L’OPERA DELLE MARIONETTE2018-08-03T14:27:50+00:00

Project Description

L’OPERA DELLE MARIONETTE

L’Opera delle Marionette nasce a Genova nel 1998. L’impegno principale è rivolto alla marionetta a filo, di cui si riconoscono gli ideali ispiratori in Angelo Cenderelli (Genova, 1892-1959), marionettista dilettante genovese che dal 1937 alla morte realizzò, in famiglia, un teatro di marionette ora esposto al Museo della Marionetta di Campomorone (GE), e nell’ideale costruttivo e storico espresso dal Teatrino Rissone, collezione di marionette e trovarobato quasi certamente appartenuti ad una famiglia della nobiltà veneto-friulana della fine del ‘700, che lo ebbe come teatrino di casa, secondo gli usi del tempo e che poi passò nelle mani di Onofrio Samoggia, marionettista professionista della metà dell”800, attivo in particolare nell’Emilia-Romagna, quindi acquistato dalla famiglia del regista Vittorio De Sica che lo affidò, destinazione attuale, al Museo-Biblioteca dell’Attore di Genova. Il teatrino è oggi esposto nelle sale del comunale Museo Sant’Agostino di Genova.

A Cairo Medievale presentano:

IL SEGRETO DELLA FELICITA’

di Mauro Pagan da Angelo Cenderelli

Il dio Pan nasconde nel bosco lo scrigno col segreto della felicità

( marionetta in legno, d’altezza ca. 50 cm.)

Uno spettacolo tratto all’omonima opera di Angelo Cenderelli (Genova, 1892-1959).

  Funzionario del Comune di Genova ed appassionato dilettante del teatro delle marionette, Angelo Cenderelli  mise in scena l’opera (in un tempo imprecisato tra il 1937 e la morte) in forma di ‘fiaba musicale’ in 5 quadri.  Il copione originale manoscritto, gentilmente messoci a disposizione dal Comune di Campomorone (GE), che conserva i manufatti e i copioni del Cenderelli nel locale Museo delle Marionette, è stato adattato in un testo in 3 quadri.

La storia

(Un inno alla natura)

  Un boscaiolo vede il dio Pan nascondere uno scrigno in un roseto del bosco, scrigno in cui il dio ha riposto il segreto della felicità, dopo averlo sottratto agli uomini indegni di tanto sapere, e se ne impossessa.

  Felice, dunque, in un regno ch’è vicino allo sfascio ed in cui già si soffre la fame, il boscaiolo viene portato al cospetto del Re, che lo interroga sul come egli possa dirsi felice quando il regno sta in tale crisi e sul modo – saputo del magico scrigno – per far tornare la felicità: ‘”Al di là delle valli, dei monti e dei fiumi, dove la terra ha fine”, così parla lo scrigno, “giace la Felicità, prigioniera di un terribile mostro: solo l’amore di un uomo  potrà liberarla”.

  Ma chi compirà l’impresa? Il principe Amore, figlio di Re Tristano, si offre: al di là delle valli, dei monti e dei fiumi, dove la terra ha fine, non resta che il mare e qui, sul suo fondo, tra placide alghe, triglie e sardine, il principe trova l’amata Felicità e la  libera dal feroce mostro.

  Sulla via del ritorno, sarà questa volta lo scrigno ad aiutare – salvandoli da Morte, sempre invidiosa d’ogni felicità –  i due amanti ed il boscaiolo che li accompagna.

  Tra canti e tripudio, irato per il furto subito, compare inatteso, durante la festa di nozze tra Amore e Felicità. il dio Pan che rivuole il suo scrigno con il segreto; implorato, concede agli amanti di tenerlo con loro, a patto di non svelarlo a nessuno: non in sontuosi palazzi o città tumultuose, ma nei boschi, tra alberi antichi e roseti spinosi, l’uomo potrà trovare la felicità.

Link sito web: www.operadellemarionette.it